Simonazzi Leaks: il caso continua

Come abbiamo comunicato sulla nostra pagina Facebook una decina di giorni fa (leggi il post) il nostro sito web per la vendita on line è stato preso di mira da un violento attacco hacker che ci ha messo fuori uso il sito. Al momento non è stato ancora possibile ripristinare il sito in quanto abbiamo scelto di modificare le impostazioni di sicurezza del nostro shop.simonazzimoto.it visto che tali ignoti hanno cercato nuovamente di arrecare ulteriori danni. Siamo sicuri che nel mese di settembre saremo di nuovo attivi e pronti a lavorare di nuovo per voi con il solito impegno e la massima onestà. Vi terremo informati tramite il nostro blog o la pagina Facebook per gli ulteriori sviluppi, sperando che non si ripetano questi spiacevoli inconvenienti.    
Il caso del sito shop.simonazzimoto.it violato da hacker

Il caso del sito shop.simonazzimoto.it violato da hacker

Un sentito ringraziamento da parte dello staff di Simonazzi Moto Srl.

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Aggiornamento shop.simonazzimoto.it

Dopo i primi 30 giorni in cui il nostro sito per la vendita on line shop.simonazzimoto.it è ufficialmente on air,  abbiamo raggiunto gli otre 1000 contatti e risposto prontamente alle vostre tante domande. Tutto questo però non è abbastanza per noi. Stiamo ancora lavorando, insieme alla nostra web agency www.ventie30.it, per migliorare il nostro servizio. Rendere più navigabile il sito e farvi trovare ancor più facilmente i prodotti che state cercando per la vostra moto e la vostra bici è la nostra mission. A breve sarà disponibile direttamente in home page la ricerca rapida per modello moto in modo da poter filtrare ancora più facilmente i prodotti che vi possono servire. Inoltre abbiamo rivisto il listino di tutti gli articoli in modo da renderli ancor più convenienti. Sicuramente saranno apportate ulteriori migliorie e modifiche a tutti i livelli fino ad ottenere anche uno spazio dedicato al B2B e uno per i nostri clienti più fedeli. Ulteriori suggerimenti e consigli sono ben accetti da parte di tutti tramite il nostro blog o la nostra pagina Facebook: www.facebook.com/SimonazziMoto Vi ricordiamo che l’attività sul nostro shop sarà interrotta da sabato 6 agosto a domenica 21 agosto. Tutti gli ordini pervenuti entro le date indicate verranno quindi evasi da lunedì 22 agosto in poi. Un saluto a tutti e buone vacanze. Lo Staff di Simonazzi Moto Srl
Home page ricambi moto

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TEST SCHWALBE PRO CORE

Schwalbe ha introdotto sul mercato qualcosa che si potrebbe definire in due parole: game changer. Una vera rivoluzione per la MTB. Parliamo del sistema a doppia camera d’aria di cui si parlava già alcuni mesi fa e che finalmente Schwalbe è riuscita a mettere a disposizione anche nei punti vendita di tutta Europa. Dopo aver fatto il suo debutto ufficialmente in Scozia sulla Cube di Nicolas Lau, questo sistema chiamato Procore è finalmente arrivato nei negozi. In occasione della presentazione Scott, vi presentiamo la prova di questo sistema sulla Scott Genius Lt 2015 (riportata dalla rivista on line www.mtbcult.it), equipaggiata con gomme Schwalbe Hans Dampf.   Innanzitutto come funziona Schwalbe ha presentato ufficialmente questo sistema a Eurobike: Procore, ovvero qualcosa che apporta un beneficio (pro) a un particolare cruciale e nascosto della bici (core). Si tratta di un sistema a doppia camera d’aria: quella più esterna può essere gonfiata fino a 1,2 bar e, volendo, si può scendere anche più in basso. Questa camera d’aria, in pratica, è costituita dallo spazio che si viene a creare fra la camera d’aria di colore blu e il copertone stesso.
Un dettaglio del sistema procore di Schwalbe

Un dettaglio del sistema procore di Schwalbe

Al momento Schwalbe si è concentrata di più sul settore enduro-all mountain, ma questo sistema, dopo averlo provato, fa pensare che in campo marathon, ad esempio, sarebbe molto apprezzato. E infatti Markus Hachmeyer, il product manager di Schwalbe per l’area Mtb, mi ha confidato che ci stanno lavorando. Il peso del kit si aggira intorno ai 200g per ruota (a seconda della misura). Ma passiamo all’azione adesso. Prima di tutto occorre scegliere la pressione giusta e in questo ho trovato l’aiuto di Markus Hachmeyer. Mi chiede il peso e la pressione abituale delle gomme e imposta la camera d’aria a bassa pressione a un valore inferiore rispetto a quello che gli ho indicato. Ovvero 1,3 bar «Prova così, ma lungo il sentiero l’abbassiamo ancora di più». Tocco il copertone, schiaccio il battistrada con le dita e sembra proprio morbido. Hachmeyer, però, mi invita a spingere ancora più a fondo e schiaccia la gomma con le mani mettendoci molta più forza. Faccio lo stesso e avverto che a un certo punto il copertone diventa più duro. Cioè all’inizio è morbido e poi si indurisce. Hachmeyer mi guarda e sorride dopo il mio sguardo di stupore. Ok, partiamo. Davos è un paradiso di single track e quello che abbiamo scelto di fare è piuttosto popolare in questa località Svizzera. Il Procore funziona alla grande. Il copertone è più silenzioso, ha un grip infinito (effetto tubolare, per capirci) e nonostante la bassa pressione non ho mai pizzicato o sentito rumori molesti dai cerchi. Anche se si passa volutamente su sassi e rocce sporgenti il sistema risponde in maniera semplicemente magnifica. La sensazione è quella di avere una sospensione nella gomma. Si sente la progressività della risposta del copertone, ovvero man mano che la gomma affonda la sua risposta diventa sempre più dura e questo evita pizzicature e forature.
La spalla della gomma si deforma e aderisce perfettamente alle asperità

La spalla della gomma si deforma e aderisce perfettamente alle asperità

Ho provato a guidare in maniera, diciamo, poco accorta e non c’è modo di mettere in crisi questo sistema. Ok, la prova è stata breve e probabilmente servirà un test più approfondito per capire fino in fondo, ma i presupposti sono davvero formidabili. La cosa che maggiormente mi ha stupito è la capacità della gomma di assorbire le piccole asperità, tipo radici e rocce appena sporgenti, cioè quelle situazioni che, km dopo km, contribuiscono tanto a stressare la schiena e il fondoschiena. Ecco, con il Procore spariscono quasi del tutto e questo permette un comfort extra oltre a un grip extra. Riuscite a immaginare quanto sarebbe utile in ambito marathon, ad esempio? E in caso di foratura? Il Procore è strutturato in modo tale che la camera più esterna, cioè quella a bassa pressione, è anche quella più esposta a forature (parliamo soprattutto di spine o di lesioni al copertone stesso) e seppure accadesse di forare si può sempre contare su quella più interna ad alta pressione che, quanto meno, permette di continuare a pedalare e, in gara, di arrivare alla fine della Speciale. Se davvero funziona così, questo sistema migliora anche la sicurezza in sella evitando che, in caso di foratura, la gomma si stalloni e ci si trovi all’improvviso con il cerchio che tocca per terra. Come va in curva? Bassa pressione in curva significa perdita di precisione e anche rischio di stallonamento del copertone. Queste eventualità però sono scongiurate dal fatto che la camera d’aria interna, comunque, dà una certa consistenza al copertone e, grazie al cerchio da 23 mm, la precisione rimane buona. Diciamo che su sentieri rocciosi il Procore fa la differenza, mentre se si pedala con pressioni molto basse (intorno a 1 bar) e se il peso del biker è piuttosto accentuato (sopra gli 85 Kg), lo stesso Hachmeyer dice che il copertone può perdere di precisione. Ma parliamo di condizioni limite.
Anche forzando o in curve spinte al limite il sistema porta a grandi vantaggi in termini di comfort e precisione

Anche forzando o in curve spinte al limite il sistema porta a grandi vantaggi in termini di comfort e precisione

La differenza è talmente notevole che qualche collega straniero dopo aver provato Schwalbe Procore lo ha paragonato a un reggisella telescopico in termini di innovazione e praticità. Non credo che ci sia andato tanto lontano.

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TUBELESS: COME RIPARARLI RAPIDAMENTE

Quante volte vi sarà capitato di bucare nonostante le gomme tubeless latticizzate. Il lattice che schizza da tutte le parti, vi fermate e le provate tutte per bloccare la fuoriuscita di aria. Fate girare la ruota come dei forsennati, posizionate il foro in basso così il lattice lo dovrebbe tappare. Improvvisamente sembra che il buco si sia chiuso. Cominciate  gonfiare la gomma, ma appena accennate ad arrivare ad una pressione che vi permetterebbe di arrivare alla fine del giro, il foro si riapre. Quante volte uno rifaccia questa operazione dipende solo dalla pazienza e dai nervi del biker. Nel 90% dei casi si finirà col togliere la gomma, sporcarsi per bene di lattice ed inserire una camera d’aria. In questo breve tutorial vogliamo condividere un trucco spiegato da Thomas Frischknecht alla quotata rivista mtb-mag.com. Trucco che vi permetterà di riparare la gran parte delle forature su copertoni tubeless nel giro di pochi secondi. Premetto che se il taglio è grosso, diciamo più di 6-7 mm, non rimane altro che riparare la gomma con una pezza apposita ed inserire la camera d’aria.
Procuratevi uno di questi kit di riparazione. Di base, è pensato per le moto, quindi potete trovarne anche di altri marchi quali Slime. Come vedete ci sono cinque strisce di gomma ed un cacciavite particolare su cui fissarle prima di inserirle nella gomma.

Procuratevi uno di questi kit di riparazione. Di base, è pensato per le moto, quindi potete trovarne anche di altri marchi quali Slime.
Come vedete ci sono cinque strisce di gomma ed un cacciavite particolare su cui fissarle prima di inserirle nella gomma.

Se avete voglia di provarlo con calma in garage, prendete una vecchia gomma latticizzata e bucatela per bene con un punteruolo o un coltello. NB: funziona con qualsiasi gomma, anche della moto o addirittura della macchina

Se avete voglia di provarlo con calma in garage, prendete una vecchia gomma latticizzata e bucatela per bene con un punteruolo o un coltello.
NB: funziona con qualsiasi gomma, anche della moto o addirittura della macchina

Inserite il cacciavite con la striscia nel foro. Fatelo entrare per bene, quasi fino in fondo. Tenete il buco verso l’alto, così il lattice non fuoriesce.

Inserite il cacciavite con la striscia nel foro. Fatelo entrare per bene, quasi fino in fondo. Tenete il buco verso l’alto, così il lattice non fuoriesce.

Con l’altra mano, tenete la striscia in gomma di modo che non segua il cacciavite, anche se non dovrebbe farlo comunque. Estraete il cacciavite.

Con l’altra mano, tenete la striscia in gomma di modo che non segua il cacciavite, anche se non dovrebbe farlo comunque. Estraete il cacciavite.

Continuate il vostro giro. Il lattice sigillerà eventuali imperfezioni fra striscia in gomma e pneumatico. La gomma così riparata può venire usata come al solito finché non l’avete consumata del tutto.

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