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Noleggio Biciclette – Simonazzi Cicli

Dopo la grande festa di inaugurazione in contemporanea con l’arrivo del Giro d’Italia a Reggio Emilia, la Simonazzi Cicli ha deciso di iniziare ad effettuare il servizio di noleggio biciclette. A seguito di una grande richiesta di Mountain bike a noleggio abbiamo deciso di mettere a disposizione dei nostri clienti alcuni dei modelli della gamma Orbea. Di seguito i modelli a disposizione con i prezzi e il regolamento:
MTB Front 140 escursione taglia L

MTB Front 140 escursione taglia L

REGOLAMENTO E CONDIZIONI DEL NOLEGGIO:
  1. Il locatario si assume la completa responsabilità dell’oggetto in noleggio.
  2. Il locatario dichiara di ritirare il materiale noleggiato in perfetto stato di funzionamento e manutenzione. Eventuali danni devono essere riportati e segnalati nell’apposito riquadro davanti.
  1. In caso di trattamento inadeguato e/o danneggiamento, anche vandalico, del materiale noleggiato, il ripristino sarà addebitato al locatario secondo il listino riparazioni in vigore. Il materiale noleggiato dovrà quindi essere riconsegnato pulito altrimenti verrà addebitato € 8,00 per il lavaggio.
  2. La sostituzione dell’oggetto di noleggio durante la durata del contratto con materiale di pari valore è sempre possibile, salvo disponibilità.
  1. Il locatore viene espressamente esonerato da qualsiasi responsabilità relative a incidenti con danni materiali e/o a persone provocati dal locatario e/o da terzi.
  1. In conformità alla legge ART. 13 e ART. 23, DPR 675/96 per la tutela dei dati personali, il locatario autorizza il locatore in questione ad usare i propri dati personali per uso statistico e/o promozionale.
  2. Il presente contratto di noleggio è valido solo se compilato in ogni sua parte dietro presentazione di un documento d’identità valido per il periodo di noleggio richiesto, e controfirmato da un adulto/maggiorenne.
  1. Le riconsegne dei materiai noleggiati devono avvenire entro gli orari di apertura ufficiali pubblicati anche su sito internet. Per consegne fuori orario, verrà applicata una tariffa straordinaria oraria di € 4,00 a persona, per ogni ora di ritardo di consegna.
  1. Nel caso la riconsegna del materiale non possa avvenire entro l’orario di chiusura, il locatore deve essere avvisato telefonicamente chiamandolo al numero 335.5416272.
  1. Il materiale non è assicurato, in caso di rottura totale o di furto, il materiale in oggetto sarà addebitato al locatario secondo il valore di mercato.
  1. In caso di furto, il locatario è comunque obbligato ad esporre denuncia presso le forze dell’ordine competenti.
  1. Per ogni controversia il foro competente è quello di Reggio Emilia.
  2. Le bici dovranno essere prenotate e la tariffa pagata anticipatamente. Verrà inoltre richiesta un deposito precauzionale di € 50,00 per danni minori. Una volta pagata la tariffa non potrà essere rimborsata anche se consegnata prima della scadenza.
Ora dovete solo pedalare e divertirvi con le nostre bici a noleggio!

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Simonazzi Cicli vi aspetta nel nuovo showroom

E’ ormai di dominio pubblico che dai primi giorni di Marzo la Simonazzi Moto e Cicli ha raddoppiato i propri sforzi per offrire alla propria clientela un’amplia gamma di biciclette di qualità. Nel nostro nuovo showroom di via Galliano, accanto al magazzino ricambi moto, abbiamo deciso di puntare fortemente sul settore delle due ruote a pedali.
Il nuovo showroom dedicato al ciclo in via Galliano 2

Il nuovo showroom dedicato al ciclo in via Galliano 2

Una svolta green che non sorprende affatto: negli ultimi anni la tendenza di mercato vede infatti il settore del ciclo in continua crescita, soprattutto con le biciclette elettriche.
Italwin Prestige 28" unisex

Italwin Prestige 28″ unisex

Per questo abbiamo puntato in questo settore, perchè crediamo che le biciclette, soprattutto in una città come Reggio Emilia, possano continuare a offrire un’ottima soluzione per combattere l’insostenibile traffico urbano e diminuire l’emissioni nocive e di PMI. Oltre alla ormai consolidata gamma Alpina, che offre diverse soluzioni di bici per la città, artigianali e made in Italy, abbiamo scelto il prestigioso marchio basco Orbea. Abbiamo felicemente optato  per questo marchio in quanto è uno dei pochi che riesce a garantire elevatissimi livelli di qualità con prezzi competitivi e la garanzia dei prodotti totalmente costruiti in Europa. Tutta la progettazione, la produzione e l’assemblaggio sono effettuati tra Spagna e Portogallo ed inoltre viene garantita la garanzia a vita su tutti  i telai. La gamma Orbea è assolutamente completa in tutti i settori: partendo dalle bici da corsa il modello di punta è la Orca con cui Nacer Buhani, (Team Cofidis) ha appena vinto una tappa della Volta A Catalunya.
La Orca di Orbea

La Orca di Orbea

Nella MTB hanno riscosso molto successo i modelli Alma da XC e Occam da All Mountain. Orbea non manca certo di biciclette da tutti i giorni: con i modelli Comfort o Katu, entrambe disponibili anche in versione elettrica.
La nostra Occam AM 27.5

La nostra Occam AM 27.5

Inoltre alcune telai della gamma Orbea possono essere colorate e personalizzate tramite il sistema MyO senza ulteriori costi. Assistenza, riparazione e accessori per tutte le biciclette. Venite a scoprirle insieme a noi!

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ABS per le bici: rivoluzione made in Italy

L’idea è di una start up nata nel 2013 da un progetto del Politecnico di Milano, sviluppato poi con Pinarello. Algoritmi per evitare il bloccaggio delle ruote e la perdita di aderenza. “Per arrivare alla frenata perfetta abbiamo invertito il paradigma dell’Abs”. Fabio Todeschini, co-fondatore e leader del progetto di Blubrake, una start up nata nel 2013 in collaborazioe con il Politecnico di Milano, usa parole d’effetto. Siamo ai piedi dell’Etna e il momento potrebbe essere di quelli che segnano un’era. Viene presentato in anteprima mondiale il BB6S, un vero e proprio ABS-light, in attesa che l’UCI lo approvi ufficialmente. L’intelligenza artificiale sale in bici con degli obiettivi ben chiari: migliorare il controllo del mezzo e le performance dell’atleta, riducendo in modo drastico il rischio di cadute. “Un vero e proprio ABS tradizionale, spiega Todeschini, non è applicabile su una bici a causa del peso. La nostra idea è quella di mettere il ciclcista al centro della frenata, senza isolarlo come farebbe l’ABS che in condizioni estreme prende il controllo della situazione. Noi aggiungiamo al ciclista un Sesto Senso. Usiamo algoritmi e intelligenza artificiale per prevedere i bloccaggi della ruota anteriore, con conseguente ribaltamento o scivolata del ciclista”. A fianco della start up milanese c’è Pinarello. “Il nostro obiettivo, spiega Fausto Pinarello, è di fornire le tecnologie più performanti ai nostri corridori ed aiutarli ad essere più veloci e sicuri. La partnership strategica con Blubrake è in linea con il nostro obiettivo e dimostra la nostra capacità di innovazione”. IL SISTEMA Quando la frenata è “sbagliata”, la leva del freno anteriore vibra avvisando così il ciclista di regolare la pinzata. Il sistema completamente integrato e adatto a quasi tutti i tipi di ruote e impianto frenante (anche MTB), è l’insieme di 4 parti. La prima, il cuore del sistema composto da AICU (artificial intelligence control unit), e IMU (inertial measurement unit), ha la misura di una batteria Campagnolo ed è inserita all’interno del tubo piantone. Viene fissata al telaio mediante le viti della borraccia. Queste unità sono dotate di accelerometri e giroscopi triassiali per rilevare varie misure, tra le quali inclinazione della strada, angolo di piega, velocità angolare.
Lo schema dei componenti del sistema ABS Blubrake

Lo schema dei componenti del sistema ABS Blubrake

La seconda parte si chiama High resolution Speed Sensor, in pratica un sensore di velocità applicato esternamente al mozzo ruota anteriore. Il terzo componente è il Sixth sense Haptic Actuator, cioè un motorino vibrante integrato con la leva del freno. La quarta parte è infine l’interfaccia al manubrio. Dispone di 4 setting di base: turismo, corsa, bagnato, asciutto. La quinta opzione è personalizzabile tramite APP. Si possono regolare l’intensità della vibrazione e il tipo di frenata.
L'interfaccia del sistema molto discreta e intuitiva

L’interfaccia del sistema molto discreta e intuitiva

Il progetto verrà completato integrando questo innovativo sistema con il computer di bordo che normalmente hanno i ciclisti. Infine il peso di questo oggetto è di circa 230 grammi (chi dispone del cambio elettronico risparmierebbe il peso della batteria cablando il tutto con un’unico sistema). I primi esemplari verranno commercializzati dal 2017 al prezzo di circa 600/700€ Sarà rivoluzione vera?

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NUOVO MOTORE PW-X YAMAHA 2017 EBike

Yamaha ha presentato il nuovo sistema motore PW-X, che sarà introdotto in alcuni modelli di e-bike della prossima stagione 2017, un motore più veloce, più leggero e più potente. Il nuovo motore Yamaha PW-X è l’11% più leggero rispetto al precedente e il 13% più compatto, ha una coppia da 80 Nm e una batteria da 500Wh. 5 saranno i livelli di assistenza, con un miglior supporto del biker ai bassi/alti giri e in situazioni impegnative, come per esempio nelle curve strette o sulle ripide strade di montagna, mentre il display è di costruzione robusta, piccolo e compatto, perfetto per le e-MTB.
Il nuovo sistema yamaha PW-X

Il nuovo sistema yamaha PW-X

Design compatto con il 13% di riduzione del volume e del peso abbassato di 500 gr: Yamaha è stata in grado di ottenere una riduzione del peso di ben 500 gr, rimodellando l’asse e gli ingranaggi della trasmissione con un alloggiamento ora più sottile, utilizzando materiali più leggeri, questo ha permesso anche la riduzione del volume del 13%, inoltre è stato adottato un movimento centrale ISIS 128 mm.
Come Yamaha ha ridotto peso e ingombri

Come Yamaha ha ridotto peso e ingombri

La potenza desiderata può essere utilizzata in qualsiasi momento: Nuovo motore Yamaha ha una quantità di coppia disponibile da 70 Nm a 80Nm,  allo stesso tempo si introduce una nuova modalità di guida “Extra Power” . Ora il motore ha addirittura 5 modalità di assistenza a disposizione del biker, contro le 4 del modello precedente: saranno Eco+, Eco, Standard, High e Extra Power. Yamaha ha aumentato la reattività complessiva del nuovo sistema PW-X, utilizzando componenti più leggeri e anche nottolini per ingranaggi più stretti all’interno dell’unità, ciò significa che il biker quando preme sui pedali, le pedivelle risponderanno più velocemente, con la conseguenza che anche l’assistenza sarà più veloce. Inoltre Yamaha introduce una nuova batteria con una maggiore capacità da 500Wh, ma con la stessa forma e dimensione, quindi potrà essere montata anche su modelli precedenti. I fornitori che applicheranno sulle nuove biciclette il sistema PW-X verranno dotate di batteria da 400Wh o 500Wh a seconda delle specifiche delle e-bike. Yamaha ha rinnovato anche l’interfaccia utente:
Il nuovo display più piccolo e leggero insieme ai nuovi pulsanti di comando

Il nuovo display più piccolo e leggero insieme ai nuovi pulsanti di comando

Yamaha ha sviluppato il display e i controlli per una maggiore connettività e un modo migliore per il biker di leggere tutte le informazioni necessarie. Il nuovo display è più piccolo e più robusto rispetto ai sistemi precedenti, viene fissato nella parte interna del manubrio lontano da pericoli, con i tasti di comando montati ordinatamente verso sinistra. Il nuovo display a LED consente al biker di vedere meglio quale modalità di assistenza viene utilizzata, con un rapido colpo d’occhio nella parte superiore. Il sistema sarà inoltre in grado di connettersi a smartphone e similari e permetterà agli sviluppatori di creare più applicazioni utili ai bikers.  

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TEST SCHWALBE PRO CORE

Schwalbe ha introdotto sul mercato qualcosa che si potrebbe definire in due parole: game changer. Una vera rivoluzione per la MTB. Parliamo del sistema a doppia camera d’aria di cui si parlava già alcuni mesi fa e che finalmente Schwalbe è riuscita a mettere a disposizione anche nei punti vendita di tutta Europa. Dopo aver fatto il suo debutto ufficialmente in Scozia sulla Cube di Nicolas Lau, questo sistema chiamato Procore è finalmente arrivato nei negozi. In occasione della presentazione Scott, vi presentiamo la prova di questo sistema sulla Scott Genius Lt 2015 (riportata dalla rivista on line www.mtbcult.it), equipaggiata con gomme Schwalbe Hans Dampf.   Innanzitutto come funziona Schwalbe ha presentato ufficialmente questo sistema a Eurobike: Procore, ovvero qualcosa che apporta un beneficio (pro) a un particolare cruciale e nascosto della bici (core). Si tratta di un sistema a doppia camera d’aria: quella più esterna può essere gonfiata fino a 1,2 bar e, volendo, si può scendere anche più in basso. Questa camera d’aria, in pratica, è costituita dallo spazio che si viene a creare fra la camera d’aria di colore blu e il copertone stesso.
Un dettaglio del sistema procore di Schwalbe

Un dettaglio del sistema procore di Schwalbe

Al momento Schwalbe si è concentrata di più sul settore enduro-all mountain, ma questo sistema, dopo averlo provato, fa pensare che in campo marathon, ad esempio, sarebbe molto apprezzato. E infatti Markus Hachmeyer, il product manager di Schwalbe per l’area Mtb, mi ha confidato che ci stanno lavorando. Il peso del kit si aggira intorno ai 200g per ruota (a seconda della misura). Ma passiamo all’azione adesso. Prima di tutto occorre scegliere la pressione giusta e in questo ho trovato l’aiuto di Markus Hachmeyer. Mi chiede il peso e la pressione abituale delle gomme e imposta la camera d’aria a bassa pressione a un valore inferiore rispetto a quello che gli ho indicato. Ovvero 1,3 bar «Prova così, ma lungo il sentiero l’abbassiamo ancora di più». Tocco il copertone, schiaccio il battistrada con le dita e sembra proprio morbido. Hachmeyer, però, mi invita a spingere ancora più a fondo e schiaccia la gomma con le mani mettendoci molta più forza. Faccio lo stesso e avverto che a un certo punto il copertone diventa più duro. Cioè all’inizio è morbido e poi si indurisce. Hachmeyer mi guarda e sorride dopo il mio sguardo di stupore. Ok, partiamo. Davos è un paradiso di single track e quello che abbiamo scelto di fare è piuttosto popolare in questa località Svizzera. Il Procore funziona alla grande. Il copertone è più silenzioso, ha un grip infinito (effetto tubolare, per capirci) e nonostante la bassa pressione non ho mai pizzicato o sentito rumori molesti dai cerchi. Anche se si passa volutamente su sassi e rocce sporgenti il sistema risponde in maniera semplicemente magnifica. La sensazione è quella di avere una sospensione nella gomma. Si sente la progressività della risposta del copertone, ovvero man mano che la gomma affonda la sua risposta diventa sempre più dura e questo evita pizzicature e forature.
La spalla della gomma si deforma e aderisce perfettamente alle asperità

La spalla della gomma si deforma e aderisce perfettamente alle asperità

Ho provato a guidare in maniera, diciamo, poco accorta e non c’è modo di mettere in crisi questo sistema. Ok, la prova è stata breve e probabilmente servirà un test più approfondito per capire fino in fondo, ma i presupposti sono davvero formidabili. La cosa che maggiormente mi ha stupito è la capacità della gomma di assorbire le piccole asperità, tipo radici e rocce appena sporgenti, cioè quelle situazioni che, km dopo km, contribuiscono tanto a stressare la schiena e il fondoschiena. Ecco, con il Procore spariscono quasi del tutto e questo permette un comfort extra oltre a un grip extra. Riuscite a immaginare quanto sarebbe utile in ambito marathon, ad esempio? E in caso di foratura? Il Procore è strutturato in modo tale che la camera più esterna, cioè quella a bassa pressione, è anche quella più esposta a forature (parliamo soprattutto di spine o di lesioni al copertone stesso) e seppure accadesse di forare si può sempre contare su quella più interna ad alta pressione che, quanto meno, permette di continuare a pedalare e, in gara, di arrivare alla fine della Speciale. Se davvero funziona così, questo sistema migliora anche la sicurezza in sella evitando che, in caso di foratura, la gomma si stalloni e ci si trovi all’improvviso con il cerchio che tocca per terra. Come va in curva? Bassa pressione in curva significa perdita di precisione e anche rischio di stallonamento del copertone. Queste eventualità però sono scongiurate dal fatto che la camera d’aria interna, comunque, dà una certa consistenza al copertone e, grazie al cerchio da 23 mm, la precisione rimane buona. Diciamo che su sentieri rocciosi il Procore fa la differenza, mentre se si pedala con pressioni molto basse (intorno a 1 bar) e se il peso del biker è piuttosto accentuato (sopra gli 85 Kg), lo stesso Hachmeyer dice che il copertone può perdere di precisione. Ma parliamo di condizioni limite.
Anche forzando o in curve spinte al limite il sistema porta a grandi vantaggi in termini di comfort e precisione

Anche forzando o in curve spinte al limite il sistema porta a grandi vantaggi in termini di comfort e precisione

La differenza è talmente notevole che qualche collega straniero dopo aver provato Schwalbe Procore lo ha paragonato a un reggisella telescopico in termini di innovazione e praticità. Non credo che ci sia andato tanto lontano.

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